04/09/2008
Esercizi - Traduzioni
Esercizi di traduzione (sono testi che servono in Alto Adige per gli esami di Bilinguismo A/B, che potrete trovare su internet; personalmente ho due attestati "A")
Prospetto di una casa - Prospekt eines Hauses La casa che vi presentiamo è molto grande e perfettamente restaurata e quindi anche la più cara tra quelle di cui parliamo. Prendendo la strada che da Cortemilia porta a Piana Crixia (la statale per Savona ) si incontra, dopo circa 10 chilometri, Gorrino. Poco oltre il paese è in vendita un’antica cascina (das Landhaus) in pietra. È stata restaurata di recente, conservando tutte le caratteristiche originali. Il pianterreno comprende l’ingresso, un grandissimo salone con soffitto a volta (il soffitto a volta : das Deckengewölbe), un soggiorno, la cucina, un bagno ed il garage. Al primo piano: tre camere da letto, il bagno e un altro grande salone-soggiorno. A circa 640 metri di altitudine, molto soleggiata e panoramica, la casa ha una superficie utile totale di 500 metri quadrati. Il terreno circostante, ad orto e frutteto, misura circa tremila metri quadrati. Per raggiungere la casa dalla strada si deve percorrere una stradina di circa 200 metri di lunghezza.
La musica è musica - Musik ist Musik Non esiste musica di prima o di seconda classe, non è possibile distinguere, con dei limiti precisi, tipi diversi di musica. “È un unico mondo meraviglioso al quale bisogna avvicinarsi con curiosità“, dice il maestro Riccardo Muti, che apprezza anche la musica leggera. Durante un’intervista egli critica chi non aiuta i giovani a sviluppare il loro talento, chi non si preoccupa di creare nuove scuole e non pensa al futuro. Lui, che dirige gratuitamente alcune orchestre giovanili, consiglia di organizzare dei corsi in cui si spieghi ai giovani la musica classica. Non si deve dimenticare però che musica classica può essere anche quella di John Harle, compositore inglese contemporaneo, che in un suo disco famoso ha voluto la voce del cantante Elvis Costello per cantare le poesie di Shakespeare. Insomma, la musica è musica.
Gli Italiani e la famiglia europea - Die Italiener und die europäische Familie Quanti figli ha la famiglia tedesca? Quanto guadagna quella spagnola? In che case abita l’inglese? E in che ospedali si cura la svedese? Per scoprirlo, e raccontarlo ai suoi lettori, Oggi ha organizzato una grande inchiesta. Ha mandato i suoi inviati e i suoi fotografi a cercare l’Europa delle famiglie nei cinque più grandi e più importanti paesi: Germania , Francia, Spagna, Inghilterra, Svezia. Volevamo capire cosa dobbiamo invidiare, e magari copiare, dagli altri grandi paesi europei. E se c’è invece qualcosa che loro invidiano a noi. Sappiamo già ora che tra cento anni i nostri nipoti vivranno allo stesso modo dei tedeschi, degli svedesi, degli olandesi; sappiamo che avranno le stesse leggi e la stessa moneta, forse perfino che parleranno la stessa lingua. Ma oggi? Diciamo la verità: spesso le famiglie degli altri paesi d’Europa continuano a essere sconosciute. D’estate vediamo tante famiglie di turisti tedeschi o inglesi che vengono qui da noi. Ma della loro vita di tutti i giorni cosa conosciamo? Forse l’Europa nascerà davvero se sapremo mettere a profitto (mettere a profitto: nutzen) le esperienze di ciascun popolo e copiare le cose migliori dei nostri vicini.
Il Giardino degli agrumi a Pescia - Der Garten der Zitrusfrüchte in Pescia Agrumi (die Zitrusfrüchte, pl.), una parola per duecento e passa varietà, per lo più sconosciute a chi non è studioso o del mestiere. Eppure duecento è un numero enorme, possibile che ci sia sfuggito? Per rimediare a tanta distrazione l’azienda toscana che prende il nome da Oscar Tintori, da tre generazioni specialisti di agrumi, ha realizzato sotto una nuova gigantesca serra moderna il Giardino degli agrumi, raccogliendo tutte le varietà conosciute coltivate in vaso, secondo la tradizione toscana introdotta dai Medici fin dal Rinascimento (die Renaissance). Questo perché gli agrumi hanno una sola debolezza: non sopportano il freddo, soprattutto se arriva improvviso. Il vaso, grande, decorato dai tipici festoni, permette di tenere ogni esemplare a cielo aperto quando la stagione lo permette, consente il ricovero in serra quando è necessario. A Pescia, in provincia di Pistoia, i Tintori arrivarono prima del 1936, ma è solo in quell’anno che acquistano la tenuta (das Landgut) in via del Tiro a Segno, sede dell’attuale azienda. All’inizio fu solo passione: piano piano la collezione andava allargandosi partendo da piccole margotte (der Ableger) di esemplari insoliti scoperti da Oscar in giro per le vecchie ville intorno a Firenze .
Paese che vai - Land, wohin du gehst Ovviamente, sulla Terra non siamo tutti uguali. Il diverso colore della pelle o le diversità della lingua si notano subito. Ci sono però tra popolo e popolo differenze più sottili che spesso si colgono solo quando è troppo tardi. Il gesto amichevole di un italiano può per esempio essere interpretato da un cinese come un insulto, e viceversa. Sono proprio tali differenze, però, a rendere così affascinante l’arte di viaggiare. Ecco alcune tra le differenze più curiose: – Scuotere la testa da destra a sinistra, che per noi signfica “no”, a Taiwan significa dire “sì“. – Negli Stati Uniti, quasi ovunque, è vietato fumare. In Perù, al contrario, se si accende una sigaretta in pubblico se ne deve offrire una anche a tutti coloro che stanno attorno. – Le parole “per piacere“ e “grazie“ non esistono in molte lingue indiane. – I giapponesi generalmente non guardano negli occhi gli stranieri con cui parlano.
L'albero di Natale - Der Weihnachtsbaum Sulla nascita dell’albero di Natale ci sono varie leggende. Una di queste racconta che in una notte d’inverno, in mezzo al bosco, un bimbo infreddolito bussa alla porta della capanna di un povero taglialegna (der Holzfäller). A vederlo tremare dal freddo, il taglialegna e sua moglie si commuovono e gli preparano da mangiare e da dormire. Ma il bimbo in realtà è un angelo e prima di volar via regala alla coppia un ramo di abete (der Tannenbaum). I due lo piantano e il ramo diventa un abete meraviglioso che ogni anno, a Natale, si copre di frutti d’oro e d’argento. Un’altra leggenda fa risalire la tradizione dell’albero di Natale agli antichi Egizi: questi a fine anno costruivano delle piccole piramidi di legno con un sole in cima e sulle facce tanti bastoncini, che poi accendevano per fare delle previsioni. Lutero importò in Europa questa usanza, ma sostituì alla piramide l’abete e ai bastoncini le candeline. Nel nostro paese, tradizionalmente cattolico, si usava celebrare il Natale con il presepio (die Krippe). Oggi nell’Italia del Nord prevale l’albero, mentre al Sud si preferisce ancora il presepio.
Perché in Olanda esistono due capitali - Warum es in Holland zwei Hauptstädte gibt Villaggio di pescatori, sorto nel decimo secolo nei pressi di una diga (der Damm) del fiume Amstel, Amsterdam ha conosciuto il massimo splendore tra la fine del Cinquecento e il Settecento, quando divenne sede di grandi compagnie commerciali (la compagnia commerciale: die Handelsgenossenschaft), di banche e di industrie. Nel 1815, durante l’occupazione francese dei Paesi Bassi, diventò capitale del Regno d’Olanda (il regno d’Olanda: das Königreich Holland). L’Aia (Den Haag) fu invece costruita a partire dal tredicesimo secolo intorno al castello del re Guglielmo II (Wilhelm II.). Fu, nel Seicento, capitale di importanza europea. La sua decadenza (der Niedergang) cominciò nel 1795 con la proclamazione della Repubblica Batava (la Repubblica Batava: die Batavische Republik) e si aggravò quando Luigi Buonaparte (Louis Bonaparte) , nominato re d’Olanda dal fratello Napoleone, trasferì la sede del governo (la sede del governo: der Regierungssitz) prima a Utrecht e poi ad Amsterdam . Per questo passato, oggi Amsterdam è la capitale politica, mentre all’Aia ci sono la sede del governo e la residenza della regina .
Gli angeli delle vette - Die Engel der Bergspitzen Il Soccorso alpino (il Soccorso alpino: der Bergrettungsdienst) organizzato dal Cai (Club Alpino Italiano) nasce in Italia agli inizi degli anni Cinquanta, quando ormai l’alpinismo è diventato uno sport di massa . Il primo nucleo (qui: die Einheit) risale al 1954, quando in Trentino, con l’aiuto del Cai centrale, un medico crea un’organizzazione di soccorso vera e propria, con ben 26 stazioni sparse sui monti. In oltre 60 anni di storia il Soccorso alpino del Cai è stato protagonista di moltissimi interventi. L’organizzazione è diventata nel corso degli anni sempre più estesa e comprende oggi anche una componente speleologica (speläologisch); contando anche le stazioni speleologiche, attualmente il CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) comprende oltre 260 stazioni di soccorso. Volontari, guide, medici, sono pronti a partire giorno e notte, con elicotteri e cani da valanga, appena scatta l’allarme per un incidente. Oggi il Soccorso alpino dispone di mezzi modernissimi che facilitano enormemente l’opera di soccorso, che qualche volta è rischiosa.
Stephen Biko: storia di un leader - Stephen Biko: Geschichte eines Leaders
Stephen Bantu Biko è probabilmente il leader sudafricano più famoso dopo Nelson Mandela. Anche lui, come il primo presidente del nuovo Sudafrica post-apartheid, è stato arrestato durante il periodo dell’apartheid. A differenza di Mandela, però, non è sopravvissuto alla prigione. Stephen Biko venne ucciso il 12 settembre 1977 dopo essere stato picchiato e poi trasportato su un furgone fino al carcere di Pretoria (che dista 1.200 km), dove è arrivato morto. Biko era considerato pericoloso perché cercava di abbattere quei muri che il regime dell’apartheid aveva eretto e che vedeva da una parte i bianchi, da un’altra gli indiani, da un’altra ancora i mulatti (der Mulatte), ed infine i neri. Biko aveva intuito che il modo più efficace per sconfiggere l’apartheid era quello di abbattere tale sistema di divisione razziale. Ecco perché egli, a differenza di altri leader neri che si sono invece salvati, è stato ucciso.
Dormire bene per stare bene - Gut schlafen, damit es einem gut geht Oggi si riposa poco e male e così l’organismo non riesce a rinnovare le calorie che brucia di giorno. Se non ci fosse l’impegno del lavoro, l’uomo dormirebbe ogni giorno per almeno dieci ore divise in tanti piccoli pisolini, nell’arco delle 24 ore. Lo conferma uno studio presentato all’ultimo congresso dell’Associazione americana per la ricerca sul sonno. L’uomo, purtroppo, ha già da molto tempo cambiato questi ritmi naturali, riservando al riposo solo la notte. Ma la situazione diventa sempre più grave: oggi si dorme sempre meno, e sempre peggio. Così gli studiosi ci consigliano, per un buon riposo, le seguenti regole: – fare una vita regolare; – esporsi spesso alla luce del sole; si eviteranno così i disturbi tipici degli anziani, che in genere preferiscono rimanere nella penombra; – non guardare la televisione in camera da letto: il riposo ne risentirebbe molto. Bisogna cercare inoltre di evitare i farmaci perché provocano un sonno non naturale.
Cristina e i suoi monti - Cristina und ihre Berge Cristina Rovelli è l’unica donna in una squadra di dieci guardiacaccia (der Jagdaufseher) che controllano 40.000 ettari di territorio. Camminano ore e ore, da soli o in coppia e spesso passano la notte in tenda o in sacco a pelo, per censire (registrieren) la selvaggina (das Wild) e scoprire i bracconieri (der Wilderer), per soccorrere gli animali feriti e proteggere le specie rare. Cristina insegnava scienze naturali nei licei di Milano, ma fin da bambina sognava di vivere a contatto con la natura. Un giorno decise di partecipare a un concorso per diventare guardiacaccia, e vinse. Dopo aver trascorso un anno nell’Alta Brianza, chiese di venir trasferita dalla provincia di Milano a quella di Lecco , tra le montagne. Quando si è fidanzata, ha avvertito il futuro marito di pensarci bene, perché lei voleva andare a vivere in montagna e lui ha accettato. Oggi Cristina abita in una casa isolata in montagna, insieme al marito, alla madre, quattro cani e quindici gatti.
Il cellulare (das Mobiltelefon, das Handy) e le sue origini Il primo esempio di telefonia mobile risale al 1910, quando il signor Lars Magnus Ericsson, ritiratosi dalla gestione della sua azienda, comprò un’automobile. Ma Ericsson si lasciò convincere dalla moglie all’acquisto di un’auto solo dopo aver accertato che vi avrebbo potuto installare un telefono. Il sistema, complesso e ingegnoso, consentiva solo le chiamate e non la ricezione, ma funzionava. Quando Ericsson voleva fare una telefonata accostava l’auto a un palo telefonico (il palo telefonico: der Telefonpfosten) e usava due lunghe aste, collegate al suo telefono, per agganciare (festmachen) una coppia di fili del telefono (il filo del telefono: der Telefondraht). Quando trovava una coppia libera, dove non era in corso una conversazione, girava la manovella della dinamo (girare la manovella della dinamo: an der Dynamokurbel drehen) del proprio telefono e provocava il segnale per la centralinista (die Telefonistin) della centrale (die zentrale Vermittlungsstelle) più vicina. Oggi le cose, con il cellulare, sono decisamente più semplici. Questo, del telefono ha mantenuto la funzione essenziale, quella di mettere in comunicazione a distanza due persone senza intermediari, così come aveva immaginato Alexander Bell, alla fine del 1800, quando contemporaneamente ad Antonio Meucci e Elisha Gray, gettava le fondamenta della telefonia. Oggi, però, il nostro leggerissimo telefono portatile (das Mobiltelefon; das Handy) fa molto di più.
L’oro - Gold L’oro ha affascinato l’uomo fin dall’antichità, perché per le sue qualità si prestava a forgiare (schmieden) gioielli, oggetti per il culto e ornamenti preziosi. Divenne presto mezzo di scambio e simbolo di ricchezza e potere. Ma perché è così caro? La risposta è relativamente semplice: di oro sulla terra ce n’è poco, appena 5 milligrammi per tonnellata di crosta terrestre. Nel mondo dell’economia la maggiore o minore disponibilità di un materiale ne determina il valore. Il termine carato deriva dall’arabo “qirat“ e indica la ventiquattresima parte di una lega (die Legierung). Poiché l’oro puro è troppo molle per essere forgiato, lo troviamo normalmente in leghe; il numero di carati in una lega d’oro indica quante parti di oro ci sono su ventiquattro parti di lega. Ne deriva che l’oro puro è a 24 carati, ossia contiene 24 parti di oro su 24.
Studiare o lavorare - Studieren oder arbeiten La situazione degli studenti in Italia è particolare: chi decide di studiare in una delle tante università italiane difficilmente può lavorare e mantenersi da solo. L’economia italiana non è organizzata in modo da favorire il lavoro part-time. Negli altri paesi, invece, il lavoro part-time permette agli studenti universitari di sopravvivere senza dover chiedere soldi ai genitori. In Italia è anche molto difficile ottenere una borsa di studio per il periodo degli studi. Bisogna dire, inoltre, che i giovani italiani hanno spesso la tendenza a rimanere a casa con i genitori più a lungo dei coetanei di altri paesi. Infine, le università italiane sono qualche volta male organizzate e richiedono allo studente che le frequenta un impegno maggiore già solo per capire come sono strutturati i corsi di studio. La situazione classica dello studente italiano è quindi: a casa con i genitori fino alla laurea, con pochi soldi e tante frustrazioni nei confronti dei coetanei che lavorano.
L’università dei bambini - Die Universität der Kinder A Birmingham , in Inghilterra, centinaia di bambini di dieci anni vanno già all’università: ogni sabato mattina, durante l’anno, e tutti i giorni in estate. La “Children’s University“ – questo è il nome della nuova università, nata tre anni fa grazie a contributi sia pubblici che privati – ha il seguente obiettivo: offrire ai piccoli delle scuole elementari un’ampia scelta di materie, che siano in grado di stimolarli molto di più di quelle studiate a scuola. Accanto a scienze naturali, arte, matematica, ci sono infatti scrittura creativa, analisi dei problemi dell’inquinamento, danza asiatica, fotografia, elettronica; vengono inoltre aggiunti sempre nuovi corsi, a seconda degli interessi dei piccoli studenti. Chiunque può iscriversi alla mini-università, che non prevede test di ammissione né esami di fine corso. L’università dei bambini ha successo soprattutto nelle aree più povere della città, perché gli alunni imparano a migliorare il loro rapporto con lo studio e i genitori scoprono il piacere di venir coinvolti nella vita scolastica.
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Scritto da : patti-armanini
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Commenti
non capisco un tubo
Scritto da : melissa | 19/02/2009
melissa, sono testi per fare esercizio con le traduzioni...carta e penna, tanta volontà, un buon dizionario a portata di mano :-)
sono a disposizione eventualmente per la correzione, basta contattarmi via @
Scritto da : patti | 01/04/2009
ciao, ho trovato ora questo sito in internet. Non ho ben capito, tu puoi correggere questi testi che io traduco in tedesco?
Scritto da : cele | 26/05/2009
si, posso correggerli :-)
Scritto da : patti | 27/08/2009
Hey, non hai anche degli esercizi dal tedesco all'italiano? Magari anche di carattere letterario..
Scritto da : Chiara | 28/08/2009
ciao chiara, ce ne sono parecchi, le traduzioni p.es. dal tedesco all'italiano
cmq se hai qualche consiglio, postalo - grazie
Scritto da : patti | 30/08/2009
oppure guarda qui
http://italienischkurs.myblog.it/ubungen-esercizi/
Scritto da : patti | 30/08/2009
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